Darko.

A volte
quando sono sdraiata sul tuo letto
e sento il rumore di un aereo che atterra
penso che in realtà potrebbe essere un boeing
fuori controllo
in caduta libera
verso il tuo condominio
e che se scostassi le tende
vedrei il muso puntare proprio contro
la tua finestra.

Se adesso crollasse il soffitto
ci ritroverebbero dopo ore
abbracciati in un angolo del letto
addormentati, a cucchiaio, nudi e sudati
anche se il sole è andato a nascondersi di nuovo
dietro i palazzi e le nuvole
– anche se sono soltanto le due del pomeriggio.
Oppure ci ritroverebbero dopo secoli
sdraiati in un angolo del letto
abbracciati, nudi, morti
e ci esporrebbero in un museo
come gli amanti di Valdaro.
Nessuno saprebbe chi eravamo, cosa eravamo
e magari costruirebbero per noi una storia
più bella, più romantica,
sicuramente non vera.

Quando sono sdraiata sul tuo letto
e sento il rumore di un aereo che atterra
non vado a controllare.
Resto tra le lenzuola, vicino a te
e aspetto lo schianto
che non potrei salvarmi comunque
e allora meglio morire qui
abbracciata a te
che davanti a una finestra aperta
con la bocca spalancata.

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