Flor(ian)a

Avevo scritto una poesia
figa
fighissima
ma mi sono dimenticata di salvarla
in cloud
e quindi è andata persa.

Quella poesia parlava
di una ragazza
che piange
sulle stesse canzoni
che fanno piangere
anche me

che è scappata
dallo stesso amore
che ha fatto fuggire
anche me
che vorrebbe essere bionda
non ho capito perché.

Quella poesia
parlava poi di ragazza
con il nome più corto
che ama gli zombie
e sta dalla loro parte
incondizionatamente – siano piante o gattini.

Non ho scritto quella poesia
perché me l’hanno chiesto – non solo perlomeno
l’ho scritta per condividere
il nostro fatal flaw
che per i non addetti ai lavori
è conosciuto come sfiga.

Loro hanno i capelli ricci
e io no
loro ascoltano gli Zen
e io no
ma le parole delle ragazze innamorate
sono sempre le stesse.

È questa la nostra situazione (senti)mentale
quella che ti fa scrivere le frasi importanti
su fogli di quaderno strappati
attaccati al muro sopra il letto con il nastro adesivo.
Amore scontato, occhi troppo grandi
e corpi senza pace a cui offrire un un letto.

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