Joël Dicker – La verità sul caso Harry Quebert

Certe volte i libri ti parlano, altre sei tu che parli a loro, o meglio al loro creatore, in una sorta di monologo a bordo pagina che non risparmia offese e criticità. 1555326_921796604512207_3790087225064926209_n Parliamoci chiaro, Dicker è, come ho scritto nello spazio bianco in alto alla pagina seicentosettanta, un bastardo figlio di troia, ma soprattutto sa di esserlo: è perfettamente consapevole di essere riuscito a creare una macchina narrativa che costringe il lettore, anche quello poco avvezzo ai mattonazzi, a macinare pagine e pagine per scoprire la verità su Harry Quebert, ma soprattutto sulla piccola Nola Kellerman, protagonista indiscussa, per quanto assente, di queste oltre settecento pagine. Lo stile non è eccelso, anzi, soprattutto nei capitoli introduttivi, quelli con i consigli da scrittore, si raggiungono vette inimmaginabili di banalità e fabiovolismo, ma si tratta comunque di una scrittura che scivola velocemente, perfetta per l’obiettivo principale di Dicker, vendere milioni di copie e diventare ricco. Non vedo altre motivazioni per un romanzo che vorrebbe essere la versione fictional di A Sangue Freddo di Truman Capote, ma che strizza l’occhio con troppa concupiscenza al lettore, sapendo di tenerlo in pugno (e la cosa peggiore è che è assolutamente vero, era parecchio tempo che non sprofondavo così tanto il naso in un libro). Se accettiamo la definizione di bel libro che l’autore mette in bocca al suo personaggio, Harry, e cioè che

Un bel libro non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro è un libro che dispiace aver finito.

tocca dargli ragione, questo è veramente un bel libro.

Alcuni credono di amarsi e allora si sposano. Poi un giorno scoprono l’amore, senza neanche volerlo, senza rendersene conto. E gli esplode in faccia. È come l’idrogeno quando entra in contatto con l’aria: provoca un’esplosione pazzesca, che travolge tutto.

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