Cormac McCarthy – La Strada

Ho lasciato questo libro sulla scrivania per almeno una settimana prima di convincermi che effettivamente sarebbe stato giusto scriverne sul blog, se non altro perché in questo periodo le letture procedono a rilento e se non scrivo neanche di quei pochi romanzi che riesco a finire, posso anche mettere il cartello chiuso per ferie e tornarmene a recuperare serie tv di cui mi mancano intere stagioni da recuperare.

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Il fatto è che, all’inizio di un percorso come il mio, che si suppone mi porterà verso il mondo della scrittura -in un modo o nell’altro- leggere McCarthy, con quella scrittura così piana e naturale che sembra uscita dal cervello per imprimersi direttamente sulle pagine di un libro dalle pagine bianche, senza bisogno di correzioni, editing, revisioni, è un colpo allo stomaco.

Lo stesso colpo che ricevi inoltrandoti nell’ambientazione fredda e ostile immaginata da McCarthy, in cui il racconto degli orrori che la razza umana può perpetrare nei confronti di se stessa è ancora più crudele ad ogni passo del protagonista lungo la strada, sempre più stremato, così come noi lettori, consci che solo la morte potrà dichiarare chiusa questa storia, che un qualsiasi tipo di lieto fine è realmente impossibile e che alla fine del mondo le scelte impossibili fatte per amore non bastano a regalarci la vita che vorremmo.

Se alla fine ho recuperato il post-it che avevo messo tra le pagine del libro e ho deciso di parlarvi di McCarthy è proprio per consigliarvelo, per mettervi metaforicamente in mano questa storia di apocalisse interiore, ancora prima che mondiale, per affidarvi questi due personaggi, un padre e un figlio, nel loro viaggio lungo la strada, scoraggiati ma mai sconfitti, fino alla fine.

Da quanto tempo è in viaggio?
Sono in viaggio da sempre. Non si può stare fermi in un posto.
Come fa a sopravvivere?
Vado avanti e basta. Sapevo che sarebbe successo.
Sapeva che sarebbe successo?
Sì. Questo o qualcosa del genere. Ne sono sempre stato convinto.
E ha cercato di prepararsi?
No. Lei cosa avrebbe fatto?
Non lo so.

Però certe cose uno se le dimentica, no?

Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare.

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