Jamie McGuire – Uno splendido disastro.

Si capisce di stare invecchiando quando una tua amica ti presta un libro, quello che sembra essere il Twilight degli emofobici, e tu non ne avevi ancora sentito parlare. Si accetta di stare invecchiando quando la storia d’amore nel libro ti suscita le stesse emozioni di un documentario sul l’accoppiamento dei felini della savana.

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Diciamoci la verità, la McGuire ha letto per caso qualcosa di Moccia, ha pensato che il genere “adolescenti scapestrati, tatuaggi, amor vincit omnia” potesse funzionare e ci ha dato dentro.

All’inizio la storia d’amore tra Abby (inspiegabilmente soprannominata piccione), diligente brava ragazza armata di cardigan rosa confetto, e Travis, muscolosissimo, fighissimo, tatuatissimo, stronzissimo, pugile negli incontro clandestini del campus, riesce ad affascinare il lettore, o almeno la lettrice, soprattutto facendo leva su quel maledetto istinto femminile da crocerossina che ci fa credere da secoli ormai di poter prendere un figlio di buona donna, purché muscoloso e con gli addominali scolpiti, e trasformarlo in un perfetto Fitzwilliam Darcy dé noantri.

Il problema arriva verso metà libro, quando l’autrice finisce gli espedienti da fanfiction e i protagonisti iniziano a comportarsi come due cerebrolesi usciti dal laboratorio del dottor Frankenstein che si cercano e non riescono a trovarsi nonostante il finale sia lì, davanti a loro, scontato come i reggiseni di Tezenis. E tu, che ormai hai superato gli anni del primo bacio e hai un minimo di conoscenze in fatto di sesso, ti rendi conto che la McGuire descrive le scene a letto come una sedicenne che fantastichi sul sesso con il suo cantante preferito, infarcendole di frasi mielose che farebbero scappare a gambe levate ogni persona dotata di un briciolo di buon senso e che probabilmente con uno come Travis Maddox ci dureresti giusto una settimana.

Sono comunque curiosa di leggere il secondo libro, che altro non è che la stessa storia dal punto di vista di lui, ma che magari riesce a fare luce su alcuni comportamenti inspiegabili. Forse. Sono fiduciosa dai.

«So che siamo incasinati, d’accordo? Io sono impulsivo, irascibile e ti sento dentro come mai mi era capitato. A volte ti comporti come se mi odiassi, un minuto dopo hai bisogno di me. Non faccio mai niente di giusto e non ti merito… ma maledizione, ti amo Abby. Ti amo più di qualsiasi cosa o persona abbia mai amato. Quando ci sei tu non mi servono alcol, soldi, incontri né storie da una notte… tutto ciò che mi serve sei tu. Sei l’unica cosa a cui penso. Di cui sogno. Sei tutto ciò che voglio.»

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