Hugh Howey – Wool.

Futuro post apocalittico, l’umanità sopravvissuta vive in un enorme silo autosufficiente al riparo dai gas nocivi presenti all’esterno. Le idee sono consentite, ma lo scambio delle stesse tra due individui condanna alla Pulizia: l’espulsione dal silo per pulire le lenti delle grandi telecamere che permettono di vedere il desolante paesaggio all’esterno, e quindi la morte per esposizione ai gas mortali.

Le premesse sono quelle di un grande libro, o di una grande bufala.

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In questo caso Howey è riuscito a tirare su un grande universo alienato e alientante, di cui quasi niente si può dire senza incorrere nel maledetto spoiler tanto odiato.

Questo libro si snoda tra situazioni soffocanti, adrenalina, colpi di scena e una soffusa storia d’amore che cresce così silenziosamente da non disturbare neanche i diretti interessati.

Che dire, un inizio d’anno col botto.
Consigliatissimo.

Era impossibile figurarsi sensazioni mai provate. Si potevano immaginare solo quelle conosciute. Non si può spiegare a qualcuno cosa si prova durante un orgasmo. Impossibile. Come con i colori. Si può descrivere un colore solo facendo riferimento a quelli che già si conoscono.

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